martedì 30 giugno 2009

Il vero amore

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell’aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano

[Il vero amore - Leonard Cohen]

lunedì 29 giugno 2009

È solo insieme a te che io ho capito perché è così bella la parola «amore»...

Non è facile per me
Dire una cosa proprio a te

Che mi conosci bene come la tua pelle
Questa mattina quando te sei uscita prima di me
Sono rimasto a letto a guardar le stelle
Disteso dalla parte tua
Con il tuo calore ancora di terra di sogni che non so comprendere
Io trattenevo il respiro
Per sentire il silenzio
Di una stanza quando non ci sei
Abbracciavo il cuscino
Per cercare il profumo
Di una notte dai capelli tuoi - e non ci riuscirò mai.
Mai

A dirti quanto bella sei... sei
Quanta vita mi dai
Dai

E quello che tu sei per me! per me... per me! per me! per me
Sei l'altra parte della luna
Il fuoco che non si consuma
Il tuono che precede il lampo
La cassaforte del mio tempo
È difficile poi
Ritrovarsi tra noi
Con addosso dieci anni insieme
L'abitudine sai è il peggiore dei guai
Si diventa come due vecchi comici
Che non ridono più
Che non inventano più
Che sono lì a rassicurare il pubblico
Io ti amo.. e mi vergogno anche un po'
Come un bambino io continuo a dirtelo
E non ci riuscirò mai.. mai
A dirti quanto bella sei.. sei
Quanta vita mi dai! dai
E quello che tu sei per me! per me.. per me! per me! per me!

Fedele non sarò mai
Ma non ti tradirò mai
Sai che fedele io non sono a niente
Io non lo sono con me
Io non lo sono con te
Neanche con Dio nemmeno con la gente
Non ti amerò come vuoi
Perchè non so dire noi
Però lo sai che posso darti il sole
È solo insieme a te
Che io ho capito perchè
È così bella la parola amore
E non ci riuscirò mai.. mai
A dirti quanto bella sei.. sei
Quanta vita mi dai! dai
E quello che tu sei per me! per me... per me! per me! per me!
Tu sei la signora dell'Olimpo
La pioggia che ravviva il campo
La madre che non mi somiglia
Il battito delle mie ciglia
La notte dove addormentarmi
E l'ala dove ripararmi
Tu sei il pericolo costante
La mia miniera di diamante per me... per me! per me! per me!

[Jovanotti, Per me]

domenica 28 giugno 2009

Si può chiudere la porta alla Felicità?

"Vado al mercato - non aprire la porta, chiunque sia! Ok?"
"Ok!"

"Mamma"
"e se fosse la Felicità?"

venerdì 26 giugno 2009

Auguri Milton!

Oggi il grandissimo Milton Glaser compie 80 anni, 80 anni di progetti, manifesti, illustrazioni, 80 anni di grafica e creatività senza pause o cedimenti (per citare l'Aiap).
Milton nasce a New York il 26 giugno 1929, possiamo tranquillamente considerarlo uno dei maggiori grafici contemporanei, conosciuto soprattutto per il logo I Love New York del 1976, ma anche i poster di Bob Dylan del 1967 e altri interessantissimi progetti.
Milton studia alla Cooper Union di New York, negli anni Cinquanta va in Italia con una borsa di studio, a Bologna conosce Morandi.
Torna in USA dove nel 1954 fonda i Push Pin Studios di cui è presidente.
Immediato, originalite, apparentemente semplice, nel 1974 fonda il suo studio: il Milton Glaser Inc, e si dedica a vasti progetti: design di riviste (New York Magazine), pitture murali (New Federal Office Building a Indianapolis), parchi di divertimento (Sesame Place in Pennsylvania), grafica di ristoranti (al World Trade Center).
Nel 1983 fonda la WEMG, uno studio grafico specializzato nell’editoria: lavora per testate importanti come L'Espresso, The Washington Post, Fortune.
Milton vince diversi premi e ottiene svariati riconoscimenti: dall'Art Directors Clubs, l'American Institute of Graphic Arts, la Society of Illustrators e dal Type directors Club.
Con lui la grafica entre nei musei, nelle scuole, nella vita della gente.

Buon compleanno, maestro!

giovedì 25 giugno 2009

Brides on Tour

Giuseppina Pasqualino di Marineo nasce a Milano il 9 dicembre 1974, nipote dell'artista Piero Manzoni, da subito intraprende la carriera artistica con lo pseudonimo di Pippa Bacca, affascinata dall'arte performativa, ama trasformare gli oggetti in altri oggetti.
I primi giorni di Marzo del 2008 Pippa, insieme a un'altra artista, Silvia Moro, compie quella che sarà la sua ultima performance: le due donne vestite da spose, in autostop, si propongono di attraversare diversi paesi oggetto di conflitti armati per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo.
Pippa e Silvia partono da Milano per arrivare a Gerusalemme, attraversano Slovenia, Croazia, Bosnia e Bulgaria, arrivano in Turchia dove si separano momentaneamente, prevedendo di ritrovarsi a Beirut a fine mese, ma di Pippa si perderanno le tracce.
La mancanza di comunicazioni mette in allerta famiglia e amici, il Corriere della Sera ne denuncia la scomparsa, si spera in un contrattempo di Pippa, invece l'attesa finisce in tragedia e l'11 aprile viene ritrovato il corpo di Giuseppina sepolto sotto pochi centimetri di terra in un bosco nei pressi della città di Gebze, vicino Istanbul.
Pippa e Silvia avrebbero dovuto proseguire attraverso Siria, Libano, Giordania, Israele e Palestina, con arrivo previsto verso metà aprile.
Invece Pippa ad Istanbul, sale sulla jeep di un uomo, il trentottenne Murat Karatash, che dopo averla violentata, la uccide.
L'omicidio scuote l'opinione pubblica, quella che doveva essere una performance di pace e fiducia finisce con la violenza tragica che porta alla morte di una delle due spose.
Il primo ministro turco Erdogan si dice "profondamente rattristato", torna ad aprirsi il dibattito sulla violenza contro le donne.
Silvia afferma: "la tragica morte di Pippa dimostra quanto sia ancora pericoloso cercare di mettere in pratica relazioni pacifiche e costruttive nel nome delle diversità, ma non bisogna arrendersi. Ora più che mai, non dobbiamo avere paura del prossimo, dobbiamo andare avanti, continuare a superare barriere politiche e culturali cercando di entrare in contatto con le persone, condividendo per quanto possibile la loro vita, le loro abitudini e la loro cultura".

Oggi Murat Karatash, il turco reo confesso dell'omicidio di Pippa è stato condannato al carcere a vita.

[nella foto Brides on Tour]

mercoledì 24 giugno 2009

Notte prima degli esami

Domani inizia ufficialmente l'esame di stato, una volta detto esame di maturità.
Per la prima volta sarò in commissione, e mi ricordo quando lo affrontavo dall'altra parte della cattedra. E mi torna in mente anche la canzone di Venditti. Quante volte l'ho ascoltata, quanta ansia, dubbi, agitazione, preoccupazioni.

In bocca al lupo ragazzi, per domani, e per ogni esame che affronterete nella vita!


Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.

[testo di Antonello Venditti, Notte prima degli esami; in foto Nicolas Vaporidis nel film omonimo]

lunedì 22 giugno 2009

La torre di Babele

Pieter Bruegel nasce a Breda in Olanda nel 1530 circa, viene definito "il Vecchio" per distinguerlo dal figlio omonimo, anche lui pittore, abbreviato come "il Giovane"
I suoi paesaggi fantastici cambiano dopo un viaggio in Italia nel 1551, per affinare il tratto e la rappresentazione naturistica.
Nel 1557 realizza una serie calcografica dei Sette peccati capitali.
Nel 1562 vede Amsterdam, si sposa con Mayeken Coecke, figlia del suo maestro, si trasferisce a Bruxelles dove realizza la celebre "Torre di Babele"
Nel 1564 nasce il primo figlio, Pieter, che diventerà pittore seguendo le orme paterne, nel 1568 nasce Jan, altro futuro pittore.
Muore nel 1569 e viene sepolto nella chiesa di Notre-Dame de la Chapelle di Bruxelles, città dove aveva vissuto per tutta la vita.
Considerato un fantasioso, capace di penetrare le passioni e gli animi umani, realista e concreto.
Ne La Torre di Babele dà il meglio di sé nel rappresentazione dei particolari, la definizione minuziosa dei dettagli, della natura, dei personaggi, la torre - secondo la Bibbia - fu costruita nella città di Babilonia dopo il diluvio universale, era una ziggurat, cioè un'imponente torre templare a terrazze. Un'immaginifica ricostruzione dell'edificio fu concepita nel 1563 da Pieter Bruegel, nel quadro intitolato appunto Torre di Babele.

[Torre di Babele, Vienna, Kunsthistorisches Museum]

sabato 20 giugno 2009

Svegliarsi la mattina

Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma...
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi, mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,
ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te

[Zero Assoluto, Svegliarsi la mattina, 2006]

martedì 16 giugno 2009

Ti voglio bene

Ti voglio bene non solo per quello che sei,
ma per quella che sono io quando sto con te.


Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso,
ma per ciò che stai facendo di me.


Ti voglio bene perchè tu hai fatto
più di quanto abbia fatto qualsiasi cosa e chiunque altro
per rendermi migliore,

e per rendermi felice.

L'hai fatto senza un tocco,
senza una parola, senza un cenno.


L'hai fatto essendo te stesso.
Forse, dopo tutto,
è questo che vuol dire essere un amico
e un compagno.

[Anonimo]

lunedì 15 giugno 2009

13 spunti per la vita

  1. Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
  2. Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
  3. Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
  4. Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
  5. Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
  6. Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
  7. Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
  8. Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
  9. Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
  10. Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
  11. Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
  12. Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
  13. Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"

(GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ)

martedì 9 giugno 2009

Buon compleanno Paperino!

Paolino Paperino, il papero più famoso del mondo, compie oggi 75 anni.
Compare per la prima volta il 9 giugno del 1934 nel cortometraggio «Paperino e la Gallinella Saggia» dove è un personaggio secondario ma in pochi anni diventa uno degli eroi più amati, in tanti anni cambia mestiere più volte e si dedica ai lavori più improbabili (sempre fallimentari) ma resta il re dei pigri, sfortunato, eterno sconfitto, vittima, nevrotico, diffidente, permaloso, facile alla lite, non sopporta essere contraddetto, in lui combattono incessantemente una natura benevola e una maligna, ma sa essere buono e generoso.
Paperino è un papero bianco col becco e le zampe arancioni, veste blusa e cappello da marinaio, nipote di Paperon de' Paperoni e zio di Qui, Quo e Qua.
Definito «l'antieroe per eccellenza» perché incarna l'uomo moderno con le sue frustrazioni, i suoi problemi e le sue nevrosi.
Inizialmente fa da spalla a Topolino, poi la simpatia che si cattura lo trasforma in protagonista di svariate storie, e porta alla separazione in due filoni di storie Disney, topi e paperi, Paperopoli e Topolinia.
Paperino guida una sgangheratissima auto, la 313, che adora, vive in una casetta a due piani con amaca in giardino, insieme ai nipotini, è disoccupato, precario, fidanzato con Paperina, rivale di Gastone, amico e cugino di Paperoga, ha infiniti debiti con lo zio Paperone che proprio per questo riesce a sfruttarlo e costringerlo a lavori massacranti al Deposito o avventure rocambolesche alla ricerca di tesori attorno al mondo.

AUGURI CARO PAPERINO!

giovedì 4 giugno 2009

Signore come amare?

Signore come amare
Tutti quelli che spontaneamente non amo?

Ci sono esseri che mi ritrattano,

ambienti che mi sconcertano,

sguardi che mi gelano.
Se provo a sorridere

Le mie labbra fanno smorfie.

Se voglio parlare,

le parole mi tornano in gola,
e resto là
col mio povero amore tra le mani!

Figlio mio

Percorrendo il mondo

E proponendogli il tuo amore,
che cosa aspetti da lui?
Se vuoi essere accolto, riconosciuto, amato

Al tuo turno

Sbagli strada.
Ma vai verso tuo fratello

Con un rispetto infinito

E non da mendicante.
Se credi in lui,
se speri in lui
se indovini in lui
ciò che aspira ad essere.
Se la tua fiducia

Lo libera dalle prigioni
Nelle quali lo hanno rinchiuso,

si è rinchiuso.
Se grazie alla speranza in lui

Può superare gli ostacoli.
Se nel volto dei presenti

Di lui

Si riconosce e ama,

avrà questa divina sorpresa

di crescere sotto lo sguardo

e diventerà finalmente

colui al quale non credeva più.

In questo momento

Ti sarà ancora

Così difficile amarlo?

mercoledì 3 giugno 2009

Fermate gli orologi

Fermate gli orologi,
tagliate i fili del telefono,
e regalate un osso al cane affinché non abbai,
faccia silenzio il pianoforte,
tacciano i risonanti tamburi,
che avanzi la bara,
che vengano gli amici dolenti,
lasciate che gli aerei volteggino nel cielo
e scrivano l'odioso messaggio:
"lui è morto!"


Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni
e fare che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri,
lui era il mio nord,
era il mio sud,
era l'oriente e l'occidente,
i miei giorni di lavoro
e i miei giorni di festa,
era il mezzodì,
la mezzanotte,
la mia musica,
le mie parole.


Credevo che l'amore potesse durare per sempre
ma era un'illusione,
offuscate tutte le stelle
perché non le vuole più nessuno,
buttate via la luna,
tirate giù il sole,
svuotate gli oceani
e abbattete gli alberi
poiché da questo momento
niente servirà più a niente.


[Winston H. Auden]



Arrivederci...

martedì 2 giugno 2009

Il curioso caso di Benjamin Button

«Il curioso caso di Benjamin Button» è un film del 2008, di David Fincher, con Brad Pitt e Cate Blanchett, basato su un racconto di Francis Scott Fitzgerald del 1922.
Il racconto inizia nel 1860, anno di nascita del protagonista, il neonato Benjamin ha l'aspetto di un uomo anziano, la sua pelle, le ossa, le articolazioni sono quelle di un ultraottantenne, la madre muore nel darlo alla luce e il padre cerca di farlo apparire più giovane.
L'età di Benjamin scorre al contrario: man mano che il tempo passa lui ringiovanisce con tutti i problemi del caso.

Diceva Mark Twain: «La vita sarebbe infinitamente più felice se potessimo nascere già ottantenni e gradualmente diventare diciottenni»

Il film invece è narrato per flashback: c'è un'anziana di nome Daisy che è in ospedale morente, la figlia Caroline è al suo capezzale e lì scopre la storia della sua vita e la vera identità del padre.
Daisy le parla della nascita di Benjamin nel 1918 a New Orleans, la morte di sua madre nel farlo nascere, del padre che sconsolato e imbarazzato per quell'erede con la salute di un anziano (artrosi, cartilagini ossificate, cataratta, sordità) sceglie di abbandonarlo sulle scale di una casa di riposo dove viene accolto, accudito e cresciuto con il nome Benjamin.
Il medico darà al piccolo pochi anni di vita, invece il tempo passa e Benjamin rinvigorisce, per lui gli anni passano producendo l'effetto contrario: invece che invecchiare, diventa più giovane.
Alla casa di riposo, Benjamin conosce la nipotina di un'anziana ospite: è Daisy, occhi blu e capelli rossi, e tra i due si crea subito una bella amicizia.
Benjamin sedicenne si imbaraca come rimorchiatore su una nave, partecipa alla seconda guerra mondiale, torna a New Orleans dove suo padre morente gli rivela la sua vera identità lasciandogli l'eredità.
Intanto Daisy si trasferisce a New York, diventa famosa come ballerina, Benjamin la ritrova e resta con lei quando, a causa di un incidente stradale, deve rinunciare alla danza.
Daisy e Benjamin vivono insieme a New Orleans, lei apre una scuola di danza, hanno una bambina, Caroline, ma Benjamin vuole che la figlia abbia un padre vero, saluta Daisy e decide di andarsene in giro per il mondo.
Daisy si sposa con il vedovo Frank, Benjamin torna ad incontrarla, dimostra dodici anni ma è affetto da demenza senile, Daisy lo accudirà fino a quando lui, divenuto un neonato, dovrà morire.

«Proprio in quel momento si rese conto che nessuno è perfetto per sempre e trovo' la pace»

Benjamin è uno di noi, diverso ma uguale a noi, non sceglie di vivere in modo particolare, non vuole essere straordinario, non vuole emarginarsi ed essere diverso. Benjamin vuole una vita normale, tranquilla, seppur nella sua diversità.
Benjamin, come noi, cerca l'amore, l'amicizia, l'avventura, la gioia. L'unico suo limite è la sua vita che scorre a rovescio, l'unico suo ostacolo è la diffidenza altrui, il sospetto, l'amore per la figlia che lo porta a rinunciare a lei, per il bene di lei.
Benjamin è sereno nelle sue scelte, vive in pace con sé, non si sente diverso pur essendolo, perché le diversità anche quando ci sono, a volte non le si vedono e quindi non le si sentono, perché le difficoltà esistono solo quando le si vuole sentire.
Benjamin, con la sua sola presenza è la prova che le difficoltà si possono vincere, che gli ostacoli si possono superare, che la felicità può esistere anche quando sembra impossibile.
Benjamin e Daisy si amano oltre a tutto e a tutti.

Bello quello che Benjamin lascia scritto alla figlia che non ha cresciuto:
«Avrei voluto accompagnarti per il tuo primo giorno di scuola, avrei voluto essere lì per insegnarti a suonare il piano, avrei voluto consolarti di qualche delusione amorosa, avrei voluto poter essere tuo padre, niente di quello che ho fatto lo potrà compensare, per quello che vale non è mai troppo tardi o nel mio caso troppo presto per essere quello che vuoi essere... non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero»

lunedì 1 giugno 2009

Meraviglioso

È vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù

D'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
così:

Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato il mare!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore

Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso...

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato il mare!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita l'amore
meraviglioso

La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso

[Meraviglioso - Domenico Modugno]