domenica 26 luglio 2009

Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo

Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo
Io penso positivo in quanto credo
non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri
che più di una volta furono pronti a benedir massacri
non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene
io credo soltanto che
tra il male e il bene
è più forte il bene
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta
guardare dentro alle cose c'è una realtà sconosciuta
che chiede soltanto un modo per venir fuori a veder le stelle
e vivere le esperienze sulla mia pelle, sulla mia pelle
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
Io credo che a questo mondo
esista solo una grande chiesa
che passa da Che Guevara
e arriva fino a Madre Teresa
passando da Malcom X attraverso
Gandhi e San Patrignano
arriva da un prete in periferia
che va avanti nonostante il Vaticano
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
quest'onda che va
quest'onda che viene e che va
La storia, la matematica, l'italiano, la geometria,
la musica...
... la fantasia

Ama

Ama finché non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sarà meglio.
Perché lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti darà gioia.
La sofferenza
è un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

[Madre Teresa di Calcutta]

venerdì 24 luglio 2009

Dai il meglio di te

Se fai il bene,
ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.

Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa’ il bene

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
non importa, sii franco e onesto.

Dà al mondo il meglio di te,
e ti
prenderanno a calci.

Non importa, dà il meglio di te.

[Madre Teresa, Dai il meglio di te]

giovedì 23 luglio 2009

La carezza

Una carezza leggera
percorre il cielo stupito.


E allora è come se
nell’universo

una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore
in essa racchiuso.


[Rainer Maria Rilke]

mercoledì 22 luglio 2009

La verità

martedì 21 luglio 2009

La classe - entre les murs

La classe - Entre les murs è un film francese del 2008, il regista è Laurent Cantet («Desideravo mostrare la scuola in tutta la sua complessità contemporanea: i ragazzi non imparano nulla e i professori non sono sempre certi che ciò che fanno sia giusto»), vincitore della Palma d'Oro come miglior film al Festival di Cannes, è tratto dal libro semi-autobiografico dell'insegnante Francois Begaudeau.
Gli attori che interpretano gli studenti come quelli che interpretano gli insegnanti, sono stati scelti tra effettivi studenti e veri professori selezionati tra svariate scuole del XX° arrondissement di Parigi.
Le riprese sono in tempo reale senza interruzioni, con tre videocamere mobili, una sulll'insegnante François, le altre sui ragazzi, il tutto è durato un paio di mesi.
Ci troviamo in un quartiere difficile della Parigi di oggi, inizia l'anno scolastico e l'insegnante di letteratura francese, François, è alle prese con una classe mista di una scuola media.
Il film non ha un taglio cinematografico ma è quasi un documentario che segue le avventure e le vite di un gruppo di ragazzi all'interno di una classe, durante le lezioni, tra di loro e con gli insegnanti del collegio docenti; vediamo la vita nella scuola francese, dalle prime riunioni a Settembre in cui si incontrano professori vecchi e nuovi, vediamo il prof di lettere che assegna ai ragazzi il compito di realizzare un "autoritratto" in cui ogni allievo dovrà parlare di sé: il cinese Wei, Kouba, Esmeralda, Silvye, il problematico Souleymane e gli altri.
Il professore cerca di coinvolgere tutti, di lasciarli esprimere le loro opinioni, crea dibattiti e confronti, tuttavia alla fine ci si chiede spesso se nello scolarizzare ed educare i "difficili" non si perda di vista l'istruzione degli altri.
Bellissimo.
Apre molti dibattiti e domande.

lunedì 20 luglio 2009

Gae Aulenti

Gaetana Aulenti nasce il 4 dicembre 19927, nel 1953 si laurea in architettura al Politecnico di Milano, si abilita alla professione di architetto nella Milano degli anni cinquanta, si interessa quindi alla ricerca storico culturale di recupero dei valori architettonici del passato, si pone come reazione al razionalismo.
Dal 1955 per una decina d'anni fa parte della redazione della rivista "Casabella-Continuità", negli anni Sessanta lavora come assistente universitaria allo IUAV di Venezia e poi al Politecnico di Milano.
Negli anni Settanta di nuovo nell'editoria, è membro del Comitato direttivo di "Lotus International".
Tra le opere più importanti di Gae, il Musée d'Orsay di Parigi, un capolavoro.

[Musée d'Orsay, Parigi, atrio centrale]

domenica 19 luglio 2009

Cini Boeri

Cini Boeri nasce a Milano nel 1924, nei primi anni Cinquanta si laurea al Politecnico e nel 1963 apre il suo studio in cui si dedica prevalentemente al tema dell'abitazione e alla progettazione di arredi.
Nel 1979 vince il Compasso d'Oro per il divano Strips, progetta il divano Serpentone, insegna al Politecnico, è membro del Consiglio di Amministrazione alla XVI Triennale di Milano, nell'84 fa parte della giuria del premio Compasso d'oro, tiene conferenze nei più importanti istituzioni accademiche mondiali: Berkeley, San Paolo, Rio de Janeiro, Detroit, Los Angeles.

mercoledì 15 luglio 2009

L'amicizia

Un vecchio stanco e carico di pesi sproporzionati bussò un giorno alla porta di una casina silenziosa e solitaria.
Qualcuno aprì la porta e da dietro, comparve un volto sereno e riposante; una voce amica disse al vecchio:
"Chi sei? Chi ti ha mandato qui?"

"Ero sfinito e agitato", rispose il vecchio, "col cuore arido e chiuso, pieno di confusione e qualcuno ebbe pietà di me e mi disse:- Vai là... a quella casa, sulla porta troverai la scritta AMICIZIA. Bussa, tu hai solo bisogno di lei!-"
"Entra" disse la voce amica.
Il vecchio mondo ebbe la sensazione di aver depositato i sui fardelli e già si sentiva ringiovanire.
Un senso di sicurezza e di fiducia lo invase, dimenticò i suoi acciacchi e con grande semplicità disse:
"AMICIZIA, mi ospiteresti a casa tua?"
L'AMICIZIA si illuminò tutta in un meraviglioso e dolce sorriso
:
"Ma certo!" disse "Io sto aspettando l'UOMO da sempre, dall'inizio della sua creazione. Il Creatore è il più grande AMICO dell' UOMO e ha voluto che gli assomigliasse in tutto, ma tu sai come sono gli uomini: egoisti, e orgogliosi. Tutte le loro sofferenze, le loro angosce, le paure derivano da questo e per loro sono diventati un peso insopportabile... Ma se solo ci si decidesse a darci una mano!.. Non parliamo poi, se si arriva a darsi, gli uni, gli altri, la vita... allora sì, che passa tutto! Tu sai chi mi ha portato quaggiù in mezzo agli uomini? Proprio il FIGLIO del Creatore, GESU'. Ha cominciato LUI a dare la vita per amicizia, a portare il peso degli altri.. Ora, caro buon vecchio mondo, sono felice che tu mi abbia finalmente trovata, Insieme riporteremo agli uomini la gioia e il coraggio di amare"

Questa piccola storia, nasconde un desiderio AUDACE:
CHE POSSA ESSERE PROPRIO TU, LA PORTA A CUI IL MONDO VIENE A BUSSARE!

domenica 12 luglio 2009

Whistler e la conoscenza di una vita

James Abbott McNeill Whistler nasce a Lowell, nel Massachusetts, il 10 luglio 1834, dopo pochi anni si trasferisce in Russia con la famiglia perché il padre trova lavoro nella linea ferroviaria San Pietroburgo-Mosca, ma nel 1849 il padre muore e James torna negli Stati Uniti con la madre, entra in una scuola militare che abbandona per dedicarsi al disegno e all'incisione.
Nel 1855 va in Europa, a Parigi conosce altri artisti tra cui Courbet, e a Londra dove frequenta i preraffaelliti e dove trascorre quasi tutta la vita.
Fuori dalla Francia - centro artistico dell'epoca - James Whistler è uno degli artisti più influenti, espone con Manet e gli altri al Salon des Refusés ma non è un impressionista, non è interessato ad effetti di luce e colore ma piuttosto alla composizione pittorica, con gli impressionisti e gli altri pittori parigini condivide il disprezzo per l'interesse del pubblico al sentimentalismo e soprattutto ribadisce che in pittura non importa il soggetto ma il modo in cui esso viene tradotto in forme e colori.
A Londra James si scontra con John Ruskin per i titoli eccentrici che ama dare alle sue opere e per la noncuranza delle convenzioni accademiche.
Nel 1877 James espone dei notturni che propone in vendita per 200 ghinee l'uno.
Ruskin obietta: «Non mi sarei mai aspettato che un buffone chiedesse 200 ghinee per gettare un vaso di colori in faccia al pubblico»
James lo cita per diffamazione.
Al processo gli domandano, durante il controinterrogatorio, se veramente chiedesse quella somma per il lavoro di due giorni.
«No» replica James «No, la chiedo per la conoscenza acquistata nel corso di un'intera vita»
James vince la causa ma a caro prezzo.
In realtà infatti la semplicità delle sue opere è solo apparente, nei suoi notturni l'impostazione ricorda le stampe giapponesi, mentre i colori e la loro stesura anticipano le pure esperienze estetiche dell'astrattismo.
Muore a Londra il 17 luglio 1903.

[Whistler, Notturno in azzurro e argento: il vecchio ponte di Battersea, 1872 circa]

venerdì 10 luglio 2009

Camille Pissarro

Jacob Camille Pissarro nasce a Saint Thomas, nelle Antille danesi, il 10 luglio 1830, lavora come commesso nella merceria del padre, disegna fin da piccolo e da giovanissimo scappa di casa per andare in Europa, coi primi dipinti si paga il viaggio.
Camille si stabilisce a Parigi, capitale dell'arte e delle mode, qui frequenta l'École des Beaux-Arts e studia Courbet, Daubigny e Corot attraverso le loro opere.
Poi frequenta l'Académie Suisse dove conosce Claude Monet, inizia a dipingere en plein air nelle campagne e lungo i fiumi, stringe amicizia con Cézanne e Guillaumin.
Camille viene rifiutato al Salon ufficiale per due volte, e decide quindi di esporre al Salon des Refusés con gli altri impressionisti "rifiutati", da tutti è considerato l'anima del gruppo, il suo carattere è aperto, incoraggia tutti, frequenta con gli altri il Café Guerbois, ed è vicino al loro stile: alla loro concezione della luce e dell'atmosfera, ma le sue opere non sono casuali bensì studiate a fondo.
Camille muore a Parigi il 13 novembre 1903, ha 73 anni.

Dirà di lui Cézanne «Deriviamo tutti da Pissarro».

[Pissarro, Fieno, 1889, collezione privata]

domenica 5 luglio 2009

Amare significa

Amare significa
comunicare con l'altro
e scoprire in lui una particella di Dio.


[Paulo Coelho]

sabato 4 luglio 2009

Significato di integrazione

Oggi parlavo con alcuni amici di integrazione e interculturalità.
La gente accusa il diverso di essere peggiore e una mia amica raccontava di come questo sia un problema esclusivamente del mondo adulto: solo noi adulti abbiamo bisogno di colpevolizzare, di etichettare, di categorizzare tutto e tutti.
Il suo bambino in questi giorni è al mare col babbo, mentre lei è dovuta rimanere in città per lavoro. Quindi l'altra sera l'ha chiamato al telefono per sapere come andasse.
"Ciao tesoro, come va?" gli ha chiesto.
"Ciao mamma! Qui tutto bene!" ha detto lui.
"Ti sei fatto degli amichetti lì al mare?"
"Sì, sai che ho conosciuto un bambino?"
"Ah bene, e come si chiama?"
"Non lo so!"
"Come non lo sai? Ma giocate insieme?"
"Sì"
"E allora, non parlate mai?"
"Mamma lui è tedesco, non capisco quando parla ma mi piace giocare con lui!"

Ecco cosa vuol dire integrazione: conoscere l'altro, accettarlo e starci insieme anche se a volte si fatica a capirlo.
Invece cosa fanno gli adulti?
Il governo con un nuovo decreto legge istituisce il reato di immigrazione, il registro dei clochard...
Leggendo la rubrica delle Lettere su "Metro", ieri mattina Antonio S. si chiedeva a quando invece il registro per gli ebrei, e quello per gli omosessuali? per gli appartenenti a religioni diverse dal "berlusconesimo" nella sua forma più integrale?
Una mia amica musulmana dice che un paese dove convivono persone di culture diverse è una ricchezza, perché la diversità è una forza non una debolezza. Lei dice che siamo tutti uguali e tutti diversi e che tutti insieme siamo come una tela ricca di tanti colori e tante sfumature.
E invece noi ci ritroviamo con il reato di clandestinità...
Non so dove andremo a finire ma la direzione che abbiamo preso non mi piace neanche un po'.

giovedì 2 luglio 2009

Tu come stai? dove cammini? chi ti accarezza stanco?

Ho girato e ho rigirato
senza sapere dove andare
ed ho cenato a prezzo fisso
seduto accanto ad un dolore
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
e mi fanno compagnia
quaranta amiche le mie carte
anche il mio cane si fa forte
e abbaia alla malinconia
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come vivi
come ti trovi
chi viene a prenderti
chi ti apre lo sportello
chi segue ogni tuo passo
chi ti telefona
e ti domanda adesso
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
Ieri ho ritrovato
le tue iniziali nel mio cuore
non ho più voglia di pensare
e sono sempre più sbadato
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu cosa pensi
dove cammini
chi ti ha portato via
chi scopre le tue spalle
chi si stende al tuo fianco
chi grida il nome tuo
chi ti accarezza stanco
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
non è cambiato niente no
il vento non è mai passato tra di noi
tu come stai
non è accaduto niente no
il tempo non ci ha mai perduto
come stai?
tu come stai?

[Claudio Baglioni, E tu come stai?]

mercoledì 1 luglio 2009

Resistenza

Quando incontriamo un ostacolo sul cammino della vita,
può darsi che non siamo nella strada giusta.
Se abbiamo l'impressione di sforzarci troppo
per far funzionare una certa situazione,
si tratta magari di un segnale che ci suggerisce di fermarci,
tirare un respiro profondo
e lasciare andare ogni forma di attaccamento
nei confronti di ciò che sta succedendo...

Quando qualcosa va bene per noi
ed è destino che avvenga,
ogni dettaglio tende ad andare al suo posto...

ciò non significa che non dobbiamo mai impegnarci...
la chiave di tutto sta nell'essere capaci
di riconoscere uno sforzo eccessivo,
e di capire quando invece di consumare energia
la stiamo addirittura sprecando.